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Da alcuni anni con Michele Ascolese portiamo in giro per l'Italia il nostro piccolo sogno di raccontare storie ed emozioni attraverso la parola e la musica. Il successo ottenuto con il pubblico spesso non si sposa con la sensibilità di chi dovrebbe organizzare eventi culturali. La ricerca ossessiva da parte di molti operatori dell'evento legato a personaggi partoriti dalle più svariate trasmissioni televisive è ormai quasi patologica. Che si tratti di giornalisti , personaggi del gossip, criminali o presunti tali, esperti delle più svariate branche dell'inutile umano , nani o ballerini della domenica, i nostri amministratori utilizzano le poche risorse disponibili credendo di ottenere così un più duraturo consenso alla loro attività politica e di amministrazione che dovrebbe invece nutrirsi di riscontrabili risultati concreti. Ben vengano allora le iniziative di quella parte della pubblica amministrazione che con scarse o nulle risorse , facendo affidamento sulla passione di operatori poco retribuiti e spesso derisi si fa carico di trasmettere ai nostri ragazzi una parte dell'enorme patrimonio culturale ed artistico che questo Paese ha saputo e , nonostante tutto, sa ancora esprimere. Grazie quindi ai docenti dell'Istituto Mazzoni , di cui fa parte anche la scuola elementare F. De Andrè , è stato possibile realizzare un incontro-recital con i ragazzi delle scuole medie. Prendendo spunto dall'opera di Fabrizio De Andrè Pamela Villoresi ha interpretato alcune canzoni leggendole con rara sensibilità e dimostrando che la parola cantata può anche vivere senza la musica se nasce come poesia. Con Michele Ascolese abbiamo quindi proposto ai ragazzi alcune fra le più conosciute canzoni di Fabrizio che, inaspettatamente , tutti hanno cantato conoscendone perfettamente i testi. Una bella giornata per noi ma , credo, anche per gli studenti che hanno dimostrato come la nostra gioventù non è solo quella che i grandi media vogliono proporci. Sarebbe stato interessante avere tra il pubblico qualche amministratore che prendesse atto di quanto non esistano solo veline e concorsi per disperati. Un grazie particolare , da parte mia, a Pamela Villoresi e Michele Ascolese che con disponibilità e umiltà hanno saputo regalare la loro arte anche al di fuori dei teatri o delle grandi platee a cui da anni sono abituati. Sarebbe bello poter continuare questa esperienza con altri giovani ed in altre piazze!
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L’hanno rifatto !! Ancora una volta la cosiddetta sinistra radicale gioca al “collettivo” e si dimentica di essere in Parlamento. I senatori Rossi e Turigliatto hanno affossato il governo perché la loro coscienza (sic !) gli impediva non si sa bene cosa. Sapevano i due Peppone che l’elezione a Senatore li avrebbe costretti ad accettare le regole della politica istituzionale ? Sapevano che il Paese è gravato di problemi enormi che si riflettono sulla quotidianità di tutti i cittadini ? Sapevano che il parlamento è il luogo dove si legifera e non dove si gioca ai duri e puri ? Certamente sapevano dei benefici che la carica istituzionale comporta ( stipendio, benefits e trattamento pensionistico ) La coscienza dei Senatori Rossi e Turigliatto perché non si è ribellata ai vergognosi privilegi del loro rango ? Milioni di cittadini hanno sofferto per i cinque anni del governo di centro destra e si sono mobilitati per non ripetere l’esperienza. Che diritto hanno i nostri duri e puri di avvilire lo sforzo di tutti quei cittadini ? Ora Basta !!! Se questi sono i compagni di viaggio , allora è meglio viaggiare da soli, anche se questo non darà i numeri per poter governare . Se vogliamo costruire il futuro non sarà con questi “ fanciulli “mai cresciuti che lo faremo. Lasciamoli ai loro giochi e seguiamo la nostra strada . Che vincano gli altri lo posso accettare, ma di perdere sempre a causa dei cosiddetti alleati non ne posso più. Mi auguro ( ma non ci credo ) che i Senatori Rossi e Turigliatto si dimettano avendo preso atto che il Parlamento non è un luogo dove possono liberamente esercitare il loro pensiero duro e puro . Avanti, si ricomincia daccapo !! |
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In questi giorni la vicenda di WELBY ha riaperto una personale ferita che credevo rimarginata . Evidentemente certe cose non si sanano mai. Due anni fa scrissi questa canzone che non ho mai eseguito in pubblico.Era un modo per ricordare Claudio una splendida persona che ha attraversato la mia vita e quella della mia famiglia con discrezione e raro stile.
Ho pensato che tra le tante chiacchiere intorno a questo caso non potesse disturbare questa piccola canzone . Ciao Claudio, ciao Welby.
“ LASCIAMI PARTIRE…” Lasciami partire Non tenere la mia mano Lascia che io possa andare Finalmente prenda il volo Senza piombo nelle ali Senza angoscia ne paura Respirando senza affanno Senza peso contro il cuore Non sentendo più dolore. Lascia che il mattino Io lo veda da vicino Che respiri L’aria fresca come un bambino, Che mi possa ubriacare, Poi puntare verso il sole Senza dubbio di bruciare, che la notte quando arriva non mi possa spaventare. COME POSSO,COME POTREI NON SENTIRE IL TUO RESPIRO, FARE A MENO DEL TUO VISO, IO NON POSSO IMMAGINARE IO NON VOGLIO IMMAGINARE NEANCHE UN ATTIMO ,UN ‘ISTANTE SENZA IL TUO SORRISO. Lasciami sognare Una corsa a perdifiato Lascia che io veda il mare Poi una cena tra le stelle Con gli amici Ritornare un po’ incosciente Un po’ ribelle
senza più la disciplina
Che mi obbliga a campare. Prendi la tua strada, quello che potevi darmi tu l’hai dato ed io l’ho preso, voglio che tu segua il vento che tu morda questa vita, che gli dia un nuovo senso io sarò nei tuoi pensieri rispetterò i tuoi desideri. COME POSSO,COME POTREI DIRE CHE NON HAI RAGIONE ANCHE SE MI SPEZZA IL CUORE HO PAURA DEL FUTURO SONO ORMAI PIU’ DI VENT’ANNI CHE TU SEI IL MIO PRESENTE ,IL MIO PASSATO, IL MIO AVVENIRE. Ma lasciami partire Non tenere la mia mano Lascia che io possa andare Lascia che io prenda il volo Senza piombo nelle ali Senza angoscia ne paura Respirando senza affanno Io ti porti dentro il cuore , adorato, dolce amore.
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Rinunciando ad ogni scaramanzia non ho potuto fare a meno di concederrmi una settimana per sognare.
Vorrei svegliarmi l'11 aprile e scoprire che " SE NE SONO ANDATI ". 
Lo so , non lo faranno in silenzio,il loro berciare ci infastidirà ancora un pò, ma l'importante è che si allontanino , almeno per cinque anni.
Nonostante il deprimente spettacolo degli ultimi mesi, ho voglia di sognare e quindi lo faccio.
Ho voglia di sognare che quando se ne saranno andati, quelli che verranno sapranno cambiare registro,non importa se condito di sacrifici, ma dandoci un motivo bello per riprendere coraggio, per ricominciare a progettare senza l'incubo di piccoli Napoleone sorridenti sui colli di Waterloo.
Vorrei che i nuovi arrivati non si facciano tentare dai vizi dei partenti e che non ci ammorbino per cinque anni su quanto i predecessori non hanno fatto o hanno fatto male....lo sappiamo!!
Per costruire un nuovo sogno bisogna saper sognare, mi auguro che chi verrà lo sappia e lo voglia fare.
E' per questo che martedì 11 aprile vorrei svegliarmi e dire : SE NE SONO ANDATI !!!
Good by Mister B. |
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Perché Corto Maltese? “ Il personaggio di Hugo Pratt archetipo di un modo diverso di vivere le esperienze.” Hugo Pratt è stato un grande viaggiatore prima ancora che disegnatore e narratore. La sua vita è stato il copione da cui ha attinto per raccontare storie che non nascono solo dalla fantasia ma, soprattutto, dalle esperienze quotidiane di un’esistenza inquieta e orientata sempre dalla curiosità . Ci manca Hugo Pratt, ci mancano le sue interviste da cui traspariva sempre la gioia di vivere e la consapevolezza che tutto è avventura , anche un’apparente banale vita quotidiana. Sembra quasi che l’insegnamento sia : “ Non cercate l’avventura , l’esotismo, perché è da come si guardano le cose, da come si ha voglia di vederne le sfumature che queste diventano meravigliose e speciali.”
Così Corto Maltese mi è sempre apparso non come un essere d’altri tempi, ma come un individuo normale che però sapeva dare valore alle sue esperienze. A ben pensarci non è che ogni sua impresa era un successo, anzi spesso lo vediamo in fuga o braccato, ma il suo modo di assaporare tutto rende le avversità epiche, esotiche, esaltanti. Per certi aspetti mi ricorda un po’ alcuni aspetti del carattere di Maqroll, il gabbiere della saga di Alvaro Mutis,anche lui impegnato in un quotidiano difficile e apparentemente avventuroso solo perché le vicende si svolgono sempre in luoghi lontani e intriganti. La vita di tutti i giorni è un meraviglioso romanzo in cui ognuno di noi è , o può decidere di essere, il protagonista. Importante è cercare sempre di scrivere il capitolo successivo sapendo che quello precedente è parte integrante della storia, qualsiasi cosa sia accaduta. Come Corto Maltese , bisogna imparare a la sciare la scena così come ci si è entrati, con curiosità ma anche con la consapevolezza di avere una nuova storia da raccontare. Eppoi, da millenni l’uomo affida la memoria delle sue esperienze a personaggi come Corto Maltese , vedi Ulisse, Enea, Don Chisciotte ed altri. Nessuno di questi ha avuto vita facile ma sicuramente avrebbe potuto dire :
“ CONFESSO CHE HO VISSUTO “ |
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