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Aperta-mente
Lo spazio di Rudy Mentale dedicato a temi liberi in salsa di satira.

Per chi voto alle prossime elezioni ? Stampa E-mail
PER CHI VOTO ALLE PROSSIME ELEZIONI?
 
 
Caligola scandalizzo i suoi contemporanei nominando senatore il suo cavallo, una vera provocazione per fare pesare il suo potere.
Provocazione per provocazione siamo arrivati a questa diffusa cultura del “demenziale”.
Nella mia memoria i primi iniziatori del demenziale moderno sono stati i Monty Python.
La famosa compagnia cinematografica che ci fece sbellicare di risate negli anni 70 con un film parodia su Re Artù in cui apparivano già dai titoli di testa oltre ad un lungo elenco di attori e di amanti degli stessi, il ragazzo del bar che forniva i panini alla troup e altri improbabili partecipanti alla costruzione dell’opera, che poi cominciava con l’immagine fissa su di un colle e il rumore di un galoppo che si traduceva da lì a poco nell’apparizione di un cavaliere medievale che trottando sulle gambe senza cavallo era seguito da uno scudiero, munito di due noci di cocco con le quali riproduceva tale rumore.
Demenziale per demenziale siamo arrivati ai giorni nostri.
Oggi non c’è comico che non sia demenziale. Lo sono gli spot pubblicitari. Ne è infarcito anche il nostro linguaggio, e siccome per pensare usiamo lo stesso linguaggio che usiamo per parlare, sono infarciti di demenziale anche i nostri pensieri.
La frequentazione con il demenziale ha dato i suoi primi preoccupanti sintomi quando, dopo che i radicali di Pannella, (probabilmente il più demenziale dei politici. Si badi bene demenziale non significa demente.) hanno candidato alla camera dei deputati la pornostar Ilona Staller, gli italiani l’hanno votata. Immancabilmente, alla tornata elettorale successiva le pornostar candidate erano molte, ma fortunatamente al demenziale c’è un limite, non ne è stata eletta una.
Purtroppo pochi anni di astinenza nel 94 gli italiani sono ricascati nel tunnel e hanno eletto presidente del consiglio sua emittenza Silvio Berlusconi per poi reiterare il gesto 5 anni dopo. Recidivi.
Or bene se Caligola elesse a senatore il suo cavallo, provate a osservare con occhio non demenziale chi ha portato in parlamento Berlusconi al suo seguito.
Alle prossime elezioni non ho ancora deciso per chi votare o forse sì ma di certo ho deciso per chi NON votare.
Piuttosto che votare lui, darei il voto al mio gatto.Image  
SE NON METTI LE DITA NELLA PRESA DI COSCIENZA,NON RIMANI FULMINATO CHE DALLA TUA IGNORANZA.

Libertà e Pubblicità Stampa E-mail
La libertà.
Qualcuno ha detto a proposito dell’automobile “E’ una grande invenzione. Peccato che ce l’abbiano tutti.”
Qualcosa di analogo si potrebbe dire anche a proposito della libertà:
la libertà è una grande cosa, peccato che la vogliano tutti. Peccato?
Nulla come il concetto di libertà appartiene alla retorica moderna, nemmeno i concetti di bellezza e di eternità, molto in uso in tempi più o meno recenti.

Una delle definizioni più azzeccate che ho sentito a proposito della libertà l’ha scritta in una canzone Giogio Gaber:
“La libertà non è star sopra a un albero. Non è  neanche il volo di un piccione. La libertà non è uno spazio libero. Libertà è partecipazione.”

I politici oggigiorno iseriscono questa parola ogni tre nel loro lessicario, più o meno quante volte si sente pronunciare cazzo  al bar sport il sabato pomeriggio.
Eppure, per quanto se ne parli e per quanto sia nelle intenzioni di tutti, non abbiamo la percezione che sia così largamente diffusa.
Forse perché la libertà di ognuno finisce dove comincia quella dell’altro?
Poco tempo fa, un ricco miliardario americano ha speso 42 milioni di dollari per fare una vacanza di una settimana nel cosmo. Un vero gesto di libertà.
Pensate un po’ con la stessa cifra quante e quali libertà e per quante persone si sarebbe potuto operare per necessità decisamente più terra terra.
Qualcuno sta pensando forse che questa è una tesi comunista.

Ebbene, a questa osservazione rispondo con una frase che ho letto sulla t-shirt di un comunista californiano (una specie rarissima) in visita al museo de la revolution all’ Havana.
Diceva così:
un povero mi ha chiesto un pezzo di pane.
Quando gliel’ho dato mi hanno chiamato Santo.
Quando ho chiesto perché era povero mi hanno chiamato Comunista.
 
Non credo sia un problema di comunismo. Chiediamoci piuttosto a cosa serve certa libertà di taluni individui che hanno bilanci personali di gran lunga superiori ai bilanci di parecchie nazioni.
E’ solo una questione Filosofisica.
 
 
SE NON METTI LE DITA NELLA PRESA DI COSCIENZA, NON RIMANI FULMINATO CHE DALLA TUA IGNORANZA.
 
Ancora sulla Filoso-fisica Stampa E-mail
INTRO:

Come va?

Non c’è male

non ce n’è più

E’ finito sotto vuoto spento

con la musica finita

e gli amici se ne van-tano…

certa-mente,

non consente valutazioni a caldo...già che caldo che fa! uufff..

Forni, fornitemi l’apriscatole

che mi hanno rotto le uova nel paniere...

così a fare da paciere fra il bene e il..... Image
Non c’è male! grazie.



PENSIERO:

Cos’è la Filosofisica?

Forse è più esatto chiedersi cosa si prefigge la Filosofisica.

L’esperienza di questi ultimi secoli o meglio di questi ultimi decenni ci ha insegnato che la nostra presenza sul pianeta potrebbe essere tutt’altro che un evento voluto da Dio.

Anzi se proprio vogliamo osservarla per quello che è, sembrerebbe piuttosto che Dio questo pianeta ce lo abbia piuttosto affittato, e noi ci stiamo comportando come inquilini assai indisciplinati.

Fermo restando che il rapporto fra i tempi di colonizzazione di altri pianeti (Marte in primis) e i tempi di distruzione del nostro sono decisamente squilibrati verso la seconda, ecco che nasce la necessità di allargare quella che è semplicemente la base della filosofia classica.

Il problema non è più solo chi siamo, perché o dove stiamo andando.

Ma è soprattutto cosa possiamo fare per poter continuare a chiedercelo.

La Filosofia si è sempre interessata principalmente dell’uomo nella sua completezza interiore ed esteriore e nel rapporto reciproco fra gli esseri umani.

La Filosofisica si prefigge di allargare questo tema anche all’habitat che ci circonda nel profondo delle sue leggi fisiche.

I dinosauri erano grandi, grossi e stupidi ma questo ha consenttito loro di colonizzare la terra per 150 milioni di anni.

Ve la sentireste di scommettere che l’intelligente ed evoluto uomo creato a immagine di Dio possa sopravvivere su questo pianeta un periodo altrettanto lungo?

Considerando che compresa la parte ominide non esistiamo da più di 3 milioni di anni e che abbiamo cominciato ad utilizzare la scrittura appena 5000 anni fa.

A cosa ci serve dunque l’intelletto?

E’ uno strumento che ci eleva dal rango di animali?

O piuttosto è una sorta di arma spuntata che ci ha consentito solo di accelerare i tempi della nostra estinzione?

Cominciamo a chiederci perché siamo e cosa possiamo fare per continuare ad esserlo?

Fin dal nostro piccolo quotidiano.

Dai nostri comportamenti e dalle nostre convinzioni.

Non credete che sia ora?



SE NON METTI LE DITA NELLA PRESA DI COSCIENZA,NON RIMANI FULMINATO CHE DALLA TUA IGNORANZA.

La Rotondologia Stampa E-mail
Tu ti strada
Se tu ti strada io t’asfalto
Se io t’asfalto lui si macchina
Se lui si macchina loro c’industria
Dopo lui si-rena
Tu t’ambulanza e tagli la strada
E io mi self-service
per non farmi vedere.
 
Image

 
 
La Rotondologia è Filosofisicamente corretta?
Stiamo lentamente abbandonando il vecchio perentorio semaforo per la più fluida rotonda. E’ un bene?
Io credo che sia non solo un progresso in termini di viabilità ma che lo sia ancor di più sul piano filosofico e forse lo è anche sul piano filosofisico.
Mentre il sefamaforo richiedeva costi di installazione e di manutenzione, nonché di consumi energetici non indifferenti per quello che si potrebbe quasi definire uno scopo  militaristico (nel suo corpo ne ricalcava perfino il colore), la rotonda non è solo una soluzione dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista filosofico.

Di fronte al messaggio del semaforo: Fermo tu! Adesso passa lui.
La rotonda comunica: Piano piano, c’è posto per tutti. Lasciando così al libero arbitrio e al senso civico la scelta. In più, costringendo l’autista a rallentare, gli concede maggior tempo per decidere.
Verde: tutto tranquillo
Giallo: pericolo
Rosso: divieto
Questo schematici messaggi vengono sostituiti da un più evoluto: Piano, abbiate buon senso, non siete i soli.
La rotonda è più democratica, bisogna guadagnarsela.
Le regole militari valgono in guerra, ma noi, da uomini civili dobbiamo evitare quanto più possibile questo stato (la guerra) che ci rende peggio dei più feroci animali.
Se la guerra è una cosa che ancora non siamo riusciti ad eliminare, dobbiamo comunque in ogni occasione promuovere il buon senso e la tolleranza che sono le uniche vere alternative.
L’umanità si trascina da secoli la dicotomia filosofica di Sparta e Atene. La ragione della forza contro la forza della ragione. Da Atene è conseguita la democrazia e da Sparta il fascismo.
Per tutto questo la rotonda è filosofisicamente corretta e forse non è un caso che, a differenza del vecchio incrocio, nella rotonda la precedenza si dà a sinistra.
In quanto al fatto che sia filofisicamente corretto il traffico è un altro discorso di cui vedremo oltre.
 
 
SE NON METTI LE DITA NELLA PRESA DI COSCIENZA,
NON RIMANI FULMINATO CHE DALLA TUA IGNORANZA.
 
La filosofisica Stampa E-mail
INTRO:
Mi è apparso d’un tratto un uomo in camicia...
ma dall’espressione sembrava che fosse alla coque.
Era così logorroico che si è impiccato alle corde vocali
era così perso che ha cercato di confondersi fra le sue idee.
Era così distinto da sembrare un animale…evoluto?
E’ voluto scendere a Patti chiari.
Ora siamo amici cari.


Image IL PENSIERO:
L’Ecosuonologia.
La produzione di suoni ecocompatibili, non solo e non tanto per l’orecchio umano, ma più estesamente per l’intero ecosistema.
E’ un’idea che frequenta la mia mente da tempo, l’idea di promuovere una sorta di etica del suono. Figlia di una nuova scuola: la Filosofisica.
Ci sarà forse un motivo per cui gli uccelli non emettono suoni come i motori a scoppio smarmittati.
La natura emette suoni terribili solo quando deve presentarsi in modo terribile.
E’ così per il verso dei predatori, per il fragore delle cascate, per i tuoni.
La musica è probabilmente la più grande invenzione dell’umanità.
Essa è passata dalla stadio primordiale dei tamburi a quella dei più raffinati strumenti musicali (elettronica compresa) accompagnando via via la nostra sempre più ricca capacità di comunicare, la maggior completezza del nostro linguaggio.
La musica ci consente di comunicare con gli animali, di servirci di questo mondo contornato di suoni a piacimento.
Quello che più manca oggi però è il silenzio, perché per quanto sia banalmente ovvio è il vuoto che dà senso al pieno.
Quanti di noi possono dire di aver mai ascoltato il silenzio assoluto.
A me è capitato nel deserto del Marocco.
La cosa che più mi ha colpito è che in presenza del silenzio la mia testa scoppiava di rumore.
Sì proprio così.
La mia testa era piena di rumore di fondo, come un ripostiglio stivato di ogni cosa che un bel giorno ti scaraventa la porta in faccia e ti sommerge di tutte le tue disattenzioni.
E tu annaspi come se tentassi di nuotare in quel fango di violenze subite e frustrazioni calcificate nella tua personalità, cercando di darti un contegno…
Cercando di darti un contegno???
Sì, è questa la misura della tua frustrazione: tenerti il tuo bastone nel culo cercando di darti un contegno.
Così propongo a chiunque condivida queste sensazioni, come primo gradino di questa nuova disciplina, consiglio mezz’ora di dose quotidiana di silenzio, il più assoluto possibile.

SE NON METTI LE DITA NELLA PRESA DI COSCIENZA, NON RIMANI FULMINATO CHE DALLA TUA IGNORANZA.


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