A Laura , genovese e ferita non dalla natura ma dalla follia degli uomini.

Genova novembre 2011

Ho avuto modo di sentire al telefono una amica genovese che , insieme al gruppo di cui fa parte da anni ( La Rionda ) diffonde la musica popolare con passione e bravura.

Laura è di Genova, anzi di quella parte di Genova che è stata violentata dall'alluvione dei giorni scorsi.Era in autobus quando l'ho chiamata e mi ha raccontato cosa è successo, che ha perso un dente nel finimondo dell'acqua e del fango, e mentre raccontava quasi piangeva. Ho capito solo in quel momento quanto terribile è stata questa digrazia per chi l'ha vissuta sulla propria pelle e non davanti ad un televisore che ci rimanda con metodica naturalezza tutte le brutture del mondo ogni giorno e ad ogni ora. Ci siamo assuefatti alla morte, ai disastri, al dolore altrui finchè non è una persona che conosciamo che subisce l'ingiuria della paura. Allora tutto ci appare nella sua naturale brutalità e abbiamo paura anche noi, capiamo che la realtà fa male, ferisce, devasta, maciulla piccole sicurezze acquisite con fatica giorno dopo giorno .

Laura si è trovata ancora nel fango, come quando era un ragazzina, e ha realizzato che in tanti anni non è cambiato nulla, che l'uomo continua sulla strada di una insensata follia che toglie la speranza e la fede in ogni cosa.

Non so cosa dirti Laura, non ho più nè parole, nè rabbia da sfogare, posso solo stringerti in un semplice abbraccio tra esseri umani che ancora VOGLIONO sentire il dolore per non abituarcisi, perchè questa credo sia la parte migliore di noi, quella di provare sentimenti.

Un caro abbraccio Laura a te e alla tua Genova .

Mimmo de' Tullio